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Social Media, fondamentali per il business

7 Novembre 2016

4 min: tempo di lettura

Ci sono più di due miliardi di utenti attivi sui social media e questa cifra cresce del 25% ogni anno. Naturalmente, chi fa business sa bene che ormai da questi strumenti non si può prescindere, tanto che negli Stati Uniti nove aziende su dieci sono attualmente attive sui social

Social Media, fondamentali per il business (Desktop)

È stata recepita ormai dai più la potenza di queste piattaforme, che ospitano in contemporanea privati e aziende: tutti ne possono beneficiare, sia le società di grandi dimensioni sia le Pmi o piccole attività commerciali. E i risultati arrivano sempre. Sia in termini di una maggiore visibilità aziendale e dei prodotti, sia, nella maggior parte dei casi, con un aumento delle vendite.

Il dialogo tra azienda e cliente

Le persone si confrontano, esprimono pareri e valutano le proprie scelte di acquisto attraverso i social media, che diventano parte integrante della strategia di comunicazione di un brand o di un'azienda. La diffusione capillare dei social ha aperto al mondo produttivo un inedito spazio di contatto bidirezionale con il pubblico, superando vincoli generazionali e geografici.

Si sviluppano dialoghi, conversazioni che contengono informazioni utili, aiutano a comprendere le emozioni e i comportamenti delle persone, dei clienti attuali e potenziali. Grazie ai social, infatti, è possibile creare un contatto diretto, fidelizzare e influenzare le scelte proponendo contenuti mirati.

Questo modello di condivisione, rispetto ai siti “vetrina” statici o ai portali informativi di impianto più tradizionale, permette di indirizzare messaggi e campagne estremamente mirate e di comprendere a un livello più profondo e dinamico le opinioni e le necessità di un’utenza molto vasta.

Le aziende, insomma, hanno la grande possibilità di dialogare direttamente con uno dei pubblici più ampi al mondo. I social, da parte loro, offrono agli investitori strumenti di targetizzazione e misurazione estremamente precisi, non solo per mostrare agli advertiser che i loro annunci pubblicitari funzionano, ma anche per fornire un’analisi accurata su come è possibile migliorare le loro campagne future.

Il monitoring

Se gli utenti sono liberi di esprimere la loro opinione e dare i feedback, non bisogna dimenticare che tutti i commenti avranno poi una ricaduta sulla corporate reputation. Vanno quindi monitorati e gestiti costantemente.

Ascoltare la voce dei clienti ha un forte impatto in termini di brand image e costituisce un valore inestimabile per il business: anticipare i bisogni del mercato attraverso la conoscenza delle abitudini di consumo rappresenta una leva competitiva. Diventa quindi fondamentale dotarsi di strumenti per analizzare la grande quantità di dati generati da questi canali. Non stiamo parlando esclusivamente di numeri. Le statistiche restano una mera collezione di cifre e grafici se non ci si pone le domande giuste, se non si valuta l’impatto di un'azione rispetto ad obiettivi stabiliti e precisi.

Cosa vuole ottenere l'azienda attraverso i social network? Incrementare il numero di fan e follower per far conoscere i prodotti? Trovare dei brand ambassador? Fidelizzare i clienti e fare customare service? Solo gli obiettivi chiari possono essere misurati, man mano. La misurazione infatti deve essere costante e innescare processi circolari: agire, misurare ed eventualmente ridefinire la azioni future in base ai risultati osservati. Dimenticarsi di farlo, o relegare queste attività a qualcosa da compiere ogni sei mesi, potrebbe significare perdere opportunità, tempo e denaro.

L'advertising sui social

Quanto sono aumentati i post sponsorizzati nei vostri news feed? Tutti ci siamo accorti che sono cresciuti e questo, evidentemente, perché funzionano bene. La precisione raggiunta dai messaggi “Ads” è impressionante: si può targettizzare il messaggio, personalizzare il pubblico per età e genere, ma anche per interesse, luogo, attività, impiego e tanto altro ancora.

I dati parlano chiaro: nel 2015 la spesa in social media advertising è cresciuta del 33,5% per un totale di circa 24 miliardi di dollari complessivo. Considerando che solo qualche anno fa la raccolta pubblicitaria era pari a zero, il trend è molto più che significativo. L'adv sui social è vista di buon occhio anche dalle Pmi e dalle piccole realtà, in quanto fornisce uno strumento per investire in visibilità molto alta, che prima era appannaggio solo delle grandi aziende, a costi contenuti.

Le novità rivolte alle aziende

Da parte i loro, i social media stanno lavorando per introdurre funzionalità sempre aggiornate e inedite, molto potenti per le imprese. Twitter, ad esempio, ha messo a punto soluzioni che semplificano l'attività di customer satisfation e customer service. Facebook invece ha recentemente lanciato Canvas, un nuovo format che consente alle imprese di creare pubblicità interattive composte da immagini, video, scritte e animazioni, che l’utente visualizzerà a schermo intero su mobile. Pinterest ha introdotto l'Ads Manager per creare, gestire e valutare il successo dei “Promoted Pins” attraverso un processo guidato.

Bisogna scegliere per prima cosa l’obiettivo della campagna, che può essere quello di incrementare l’engagement di un pin in modo da ottenere più click, repin e closeup (ingrandimento) oppure portare traffico verso un sito. Nel primo caso si pagherà ogni volta che qualcuno farà un’azione sul pin, nel secondo quando si otterrà un click.

Parlando di social media per il business, infine, un ruolo significativo è quello di LinkedIn. Sono diverse le opportunità che le aziende possono cogliere su questa piattaforma, a partire dalle Company Page che, se utilizzate con consapevolezza, possono portare vantaggi in termini di talent acquisition e brand reputation. La pagina aziendale è uno strumento potente per stabilire relazioni con il proprio target, pianificare attività di storytelling, awareness, passaparola e soprattutto engagement con la possibilità di attirare talenti.

Si ringrazia Digitalic per il contributo

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