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L’IoT: la nuova frontiera dell’innovazione

9 Maggio 2016

2 min: tempo di lettura

È potenzialmente rivoluzionario in ogni settore, l'IoT sta trasformando l'industria, il manifatturiero e la logistica. Con gli oggetti che si connettono alla rete, il futuro sta nell’immaginare nuovi servizi, prodotti, modelli di business.

L’IoT: la nuova frontiera dell’innovazione (Desktop)

Entro il 2020 ci saranno 50 miliardi di oggetti interconnessi. Per quanto riguarda il mercato italiano il fenomeno dell’IoT si misura con 8 milioni di device collegati soltanto tramite reti cellulari, per un totale di 1,5 miliardi di euro di giro di affari stimato.

L'Internet delle Cose è un'opportunità che ogni settore può cogliere e stiamo assistendo alla nascita di progetti nei campi più disparati. Dà inoltre alle aziende una grandissima opportunità: essere in grado di governare i cosiddetti Big Data, dalle semplici analisi reattive fino alle più complesse operazioni di data mining, intercorrelation, insights e predictive analysis. In questo senso, i sistemi IoT sono strettamente connessi – potremmo dire inscindibili - dalle modalità di analisi dei dati che gli stessi sistemi producono.

I campi di applicazione siano estremamente variegati: dai sistemi d’automazione e automotive ai contatori di elettricità e gas, dai sensori e dispositivi elettromedicali indossabili per il controllo della salute agli “oggetti” domestici.

I settori applicativi

La cosiddetta Industria 4.0 sta maturando e il suo punto di partenza è proprio la possibilità di rendere interconnessi tra loro gli elementi della fabbrica e tutti i processi produttivi, in modo che raccolgano e scambino dati in rete da trasformare in informazioni spendibili, analizzabili, integrate anche con gli altri livelli dell’impresa. I benefici principali sarebbero la riduzione dei costi e la maggiore efficienza operativa.

Accanto alla smart factory e allo smart manufacturing, tra le aree più promettenti, nel breve periodo, c'è il wearable. Crescente la domanda di interconnessione di tutto ciò che attiene alla persona (un esempio tra i tanti: un allenamento fisico efficace e in linea con le individuali esigenze fisiologiche e biologiche, unito a un regime dietetico controllato oppure a parametri medici). A questo si lega il sistema sanitario, che potrebbe lavorare sulla prevenzione e cambiare totalmente volto, conciliando sicurezza, efficacia e usabilità.

 

Le smart cities sono poi il luogo in cui questa tecnologia ha le più enormi potenzialità.

 

Si pensi ad esempio alla possibilità di rendere più intelligenti infrastrutture come quella idrica, l’illuminazione pubblica, la mobilità, ecc. C’è poi il campo dell’energia, in cui l’Italia ha un suo grande “record”, è il Paese che ha più contatori smart al mondo già sul campo, che costituiscono una base importantissima su cui si stanno sviluppando progetti che integrano al loro interno le potenzialità dell’Internet of Things. L’elenco potrebbe continuare a lungo, ad esempio citando il mondo automotive o la smart agricolture.

L'adozione nelle aziende italiane

Le imprese italiane hanno compreso benissimo quali sono le potenzialità dell’IoT. Si tratta però di affrontare una vera e propria Digital Transformation, dove la tecnologia e l’innovazione sono fattori abilitanti di business. Avrà successo chi riuscirà a fare leva su tecnologie in grado di gestire le complessità dell’IoT. In futuro le aziende leader in ogni settore saranno quelle che sapranno leggere i Big Data, gli Analytics e mettere in connessione il proprio mondo.

Occorre quindi, per prima cosa, la volontà strategica di trasformarsi in vere e proprie digital company, partendo dal presupposto che l'IoT non può essere pensata come una tecnologia a sé stante, ma acquisisce valore in termini di business solo se integrata all’interno dei processi aziendali. Questo presuppone che a monte ci sia un'analisi strategica di adozione per tracciare, con l'aiuto di partner competenti, un percorso di successo.

Grazie al contributo di Francesco Marino, Digitalic.

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