Digitale e PMI, segnali di progresso ma la strada è ancora lunga

26 Luglio 2016

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Le Piccole e Medie Imprese costituiscono il 95% del tessuto industriale ed imprenditoriale del nostro paese. Sono quindi, come spesso si dice, il cuore pulsante dell’economia dell’Italia. Per questo motivo rivestono un ruolo fondamentale nello sviluppo economico del paese.

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Nonostante gli ultimi anni sia stati caratterizzati da una crisi che ha colpito in maniera pesante proprio le PMI, dati recenti dicono che riprende a crescere il numero delle PMI in Italia.

E se è vero che, come rilevato di recente a Davos, al World Economic Forum nel report “Digital Disruption: the Growth Multiplier”, che in Italia entro i prossimi 4 anni il Digitale potrebbe portare ad una crescita del PIL del 4,2%, con un valore complessivo dell’economia digitale di 75 miliardi di euro, ecco che proprio questa crescita deve passare necessariamente, in Italia dalle piccole e medie imprese.

Mentre le grandi aziende hanno già abbracciato il digitale come elemento essenziale oggi per crescere e svilupparsi, questo non può dirsi ancora completamente per le PMI che per tanti motivi stentano ad agganciare il traino della tecnologia.

E dai dati che si riesce a reperire, negli ultimi due anni si può affermare che vi è stata una crescita dal punto di vista dell’adozione e degli investimenti sul digitale da parte delle PMI, ma resta ancora tanto da fare da questo punto di vista.

Spesso l’elemento che rallenta un completo sviluppo del digitale nelle piccole e medie imprese italiane è legato ad un fattore organizzativo, quasi sempre manca una direzione e una gestione piena del fenomeno, finendo per relegare il tutto a piccoli dipartimenti o addirittura a singole individualità. È evidente che così facendo le difficoltà aumentano.

Una interessante e recente ricerca di SDA Boccini ha rilevato che, sulla base di 487 aziende monitorate, appartenenti a tutti i settori di attività, con una naturale e significativa maggioranza di imprese del macro-settore manifatturiero, le PMI italiane in effetti dimostrano rilevanti segnali di sviluppo, anche se non ancora sufficienti, ma questo sviluppo non è ancora supportato a sufficienza dai dirigenti e manager aziendali, i quali non hanno ancora compreso le potenzialità della tecnologia non avendo, spesso, loro stessi gli strumenti adatti per valutarlo.

Se è vero che oggi quasi il 90% delle PMI ha un accesso a Internet, e se è vero che quasi il 70% di esse hanno un sito web (molto spesso non aggiornato), e anche vero che restano ancora tante lacune. Ad esempio, un’altra ricerca condotta da TNS per Confcommercio e eBay ha rilevato che il 92% delle PMI non considera ancora l’e-commerce, l’88% delle PMI intervistate lo ritiene poi poco o per nulla utile, il 56% ritiene, infine, che necessiti di investimenti rilevanti.

E proprio l’e-commerce, all’interno del macro fenomeno della Digital Transformation, è una delle leve principali per lo sviluppo digitale delle piccole e medie imprese italiane.

L’Osservatorio Digitale PMI (http://osservatoriodigitalepmi.it/ ) ha rilevato che nel 2014:

  • il 61% delle PMI non utilizza CRM, lo usa solo il 28,4%;
  • il 45,2% utilizza lo strumento dell’email marketing, mentre non lo utilizza il 42,2%;
  • per quanto riguarda le applicazioni mobili, il 71,3% non ha creato app per il proprio business, solo il 19% lo ha fatto;
  • il 54,3% delle PMI italiane utilizza i social network (Facebook il più utilizzato), mentre il 40,9% non li usa ancora e il 5% non ha ancora in programma di utilizzarli.

Questa la situazione attuale delle PMI in relazione allo sviluppo digitale, senza parlare dei Big Data, un elemento importante per queste aziende, interpretando e analizzando i quali migliorerebbe notevolmente la loro organizzazione e la loro capacità decisionale. Quindi ottimizzazione dell’erogazione dei servizi/prodotti e maggiore soddisfazione del cliente.

Si ringrazia Francesco Russo per il contributo