Accelerare la trasformazione digitale in azienda si può. E si deve

5 Agosto 2015

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Il cambiamento coinvolge tutti e tutto e ha bisogno di precise risposte, azioni, progetti.

Accelerare la trasformazione digitale in azienda si può. E si deve (Desktop)

Sfruttare le tecnologie, e quelle digitali in particolare, per ottenere vantaggi strategici. È un paradigma noto, dai tempi in cui l'informatica tradizionale cercava spazio nei budget di spesa delle aziende promettendo maggiore efficienza, maggiore produttività e minori costi di gestione. Il valore aggiunto portato dalle tecnologie dentro un'organizzazione è anche oggi un tema di discussione importante. Perché la cosiddetta “trasformazione digitale” che chiama tutti e tutto al cambiamento (aziende, persone, infrastrutture, sistemi, applicazioni) ha bisogno di precise risposte, azioni, progetti.

Le grandi imprese, in particolare, sembrano però fare fatica a tenere il passo del cambiamenti. Secondo una recente ricerca condotta da Kpmg Consulting in oltre 30 Paesi, i responsabili informatici mettono in testa alla lista di priorità l'efficacia dell'It (nel 61% dei casi), business intelligence e analytics (48%) e il controllo del rischio.

Lo scenario, che si può applicare in qualche modo anche all'Italia, vede la maggioranza dei Cio (Chief Information Officer) convinti del fatto che la trasformazione digitale sta già avendo un impatto importante sulla propria azienda. Spinti dalle aspettative crescenti dei clienti, sono costretti a sviluppare ed implementare, più rapidamente che in passato, nuove infrastrutture, nuove piattaforme applicative, nuovi servizi. Dando credito e sostanza all'innovazione tecnologica dei propri sistemi.

Per contro, molti Ceo riconoscono un'assenza di visione digitale su scala aziendale e si lamentano della mancanza di adeguate competenze per concretizzare questa strategia (soprattutto per ciò che concerne la gestione dei Big Data). Altri studi effettuati sullo stesso argomento evidenziano una situazione di stallo per certi versi preoccupante, con una buona parte del top management convinta del fatto che i detentori della tecnologia in azienda siano pronti a guidare la trasformazione digitale ma che non abbiano il potere di cambiare le attività fondamentali per la crescita del business aziendale.

Dal lato dei vendor, il tema della “digital transformation” è divenuto un cavallo di battaglia molto importante per parlare alle aziende di un nuovo ciclo di innovazione e di conseguenza di rinnovamento/aggiornamento del parco installato a livello hardware e software. La volontà di fondo è quella di facilitare il compito delle imprese, e dei Cio in particolare, attraverso una serie di opzioni applicative finalizzate a gestire esperienze interattive, mobili e social. E quindi strumenti che rispondono in toto alle esigenze di servire una clientela che sempre di più “ragiona” e comunica in ottica digitale.

È il caso, nello specifico, della soluzione HP Business Process as-a-Service (BPaaS) per Microsoft Dynamics, la piattaforma gestionale (l'Erp) della società di Redmond. Si tratta più precisamente di “acceleratori” rivolti a selezionate industrie verticali (l'automotive, il mondo degli enti pubblici e il settore dei servizi finanziari) che sfruttano la flessibilità e le capacità computazionali di una piattaforma cloud.

Nel caso del settore bancario, queste soluzioni aiutano ad automatizzare i processi di business legati al network di filiali dell'istituto di credito, mobilitando la forza vendita per integrare un'offerta più efficiente e personalizzata verso il cliente. La gestione della customer experience post vendita nel comparto automotive, invece, ha per obiettivo la promozione e l'offerta di prestazioni aggiuntive in chiave proattiva, migliorando nel contempo l'esperienza del cliente. Se molte imprese (e vari Cio) non si sentono ancora pronte per la trasformazione digitale non è, come spesso accade, un problema di natura tecnologico.

Ringraziamo per il contributo il Sole24Ore