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5 problemi della sicurezza informatica che ogni PMI deve conoscere

14 Settembre 2015

2 min: tempo di lettura

Le PMI non possono permettersi di abbassare la guardia verso il cybercrimine. Ma quali sono i rischi principali?

5 problemi della sicurezza informatica che ogni PMI deve conoscere (Desktop)

Anche se sembra un'espressione coniata da Hollywood, la realtà è che il crimine informatico costa alle PMI circa un terzo del loro fatturato. L'anno scorso, secondo il sondaggio Information Security Breaches Survey 2014 realizzato da PricewaterhouseCoopers (PwC), il 60% delle PMIè stato soggetto a una violazione della sicurezza online e ciò ha richiesto 7-10 giorni di lavoro per tornare ad essere completamente operative.

Poichè i criminali informatici diventano sempre più voraci e organizzati, le PMI semplicemente non possono permettersi di abbassare la guardia negli anni a venire. Ma quali sono i rischi principali?

  1. La PMI stessa

    La maggior parte delle PMI non crede di doversi preoccupare della sicurezza. Dopotutto, quali bande di criminali informatici vogliono un pesce piccolo quando possono ambire a uno grande? La campagna governativa Cyber Streetwise ha rilevato che il 22% delle PMI non ritiene che gli hacker abbiano preso di mira le piccole imprese e che un significativo 66% non crede che le loro aziende siano a rischio. Non solo è falso (le PMI sono ora nelle prime posizioni dell'elenco dei bersagli più colpiti), ma la gravità e l'impatto delle violazioni è addirittura in crescita. Per le PMI si stima un costo compreso tra 65.000€ e 115.000€ un importo che pochi possono permettersi.

  2. La questione del prezzo

    C'è ancora la questione del prezzo, piuttosto alto, associato all'installazione di un sistema di sicurezza efficiente, che puiò essere un problema per i proprietari delle PMI a causa dei limiti di budget. Tuttavia, questo costo è spesso sovrastimato e alcuni specialisti del settore della sicurezza hanno creato apposite piattaforme facilmente personalizzate in base a diversi budget e situazioni. Ora è molto più vantaggioso attaccare un'azienda non protetta rispetto a una con diversi livelli di sicurezza.

  3. Il dipendente

    Può essere piuttosto frustrante investire in una soluzione di sicurezza avanzata solo per poi subire un attacco o un’intrusione. Il problema potrebbe non essere la tecnologia, ma piuttosto le persone all'interno dell'organizzazione. Spesso la politica di sicurezza non è illustrata correttamente e i dipendenti non sanno perchè debbano obbedire a certe regole o non conoscono i potenziali rischi che si corrono. La ricerca mostra che circa il 70% delle aziende presenta questo problema e che è essenziale puntare sulla formazione di sensibilizzazione, sulla comunicazione e sull'applicazione di una politica rigida.

  4. Impersonificazione

    Fino a dicembre 2014 si sono verificati 11,4 milioni di tentativi di frode mediante attacchi di spoofing e impersonificazione nel Regno Unito. Lo spoofing dei dispositivi mobili, in cui gli hacker imitano un altro dispositivo, è in crescita e questi tipi di attacchi sono una notevole minaccia per le aziende. I rigorosi controlli della sicurezza applicati dai sistemi di vendita al dettaglio online possono essere noiosi e dispendiosi in termini di tempo, ma non sono mai stati più necessari.

  5. L'addetto ai lavori

    Quest'anno una delle più grandi minacce per le aziende è rappresentata dal dipendente fidato che ha passato agli hacker le informazioni necessarie per superare i controlli di sicurezza e accedere ai dati. E' essenziale per le PMI sapere chi ha i protocolli e l'accesso al sistema ed essere assolutamente sicure che siano persone affidabili. Si tratta in realtà dei pochi privilegiati che hanno più probabilitàdi mettere a rischio le aziende.

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